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Da Cavour a Berlusconi: contesse ed escort vanno in mostra

VARESE - Fece scalpore allestendo oltre vent’anni fa, una mostra dell’intimo. Indumenti che definire slip o anche meno prosaicamente “mutande” appare un eufemismo. Rappresentavano l’intimo degli anni dell’Ottocento e del primo Novecento in cui, per una donna, mostrare in pubblico un polpaccio, era uno scandalo intollerabile. E quei “bragoni” esposti nell’alto luinese fecero di Graziano Ballinari – sguardo un po’ spiritato ma capacità di comprendere i gusti, le curiosità e le passioni segrete e inconfessabili degli italiani – un nome da leggere anche sui quotidiani nazionali. Oggi una mostra di quei lunghi e scomodi indumenti non farebbe più notizia. Ma Ballinari al costume e ai pruriti degli italiani è attento. Così, gestore di un Circolo – una locanda, cioè – di un quartiere di Varese, Bizzozero, ha colto la palla al balzo. Si parla di escort? Di signore che, volontariamente, accettano incontri al buio con potenti? Ecco accontentato il prurito tricolore. Proprio nella locanda che gestisce, ha pensato di anticipare il centocinquantesimo anniversario dell’unità nazionale italiana. Con una rassegna di documenti, ritagli di giornale, foto d’epoca originali, della storia del Belpaese visto dalle…lenzuola. O da sotto, a seconda dei punti di vista. Non per nulla la singolare rassegna si chiama “Centocinquanta anni di amplesso di Stato: da Camillo a Silvio” cioè da Cavour a Berlusconi. Così, per capire come la pensa Ballinari basta una sua battuta. «La bandiera d’Italia? Le mutande della contessa Castiglione». E per spiegare che non si tratta di una blasfemìa antipatriottica chiarisce. Nel processo di unificazione dell’Italia, la nobildonna ebbe un ruolo determinante. Allora avevano titoli nobiliari, oggi le chiamerebbero escort, cioè accompagnatrici. Per andare dove è facile intuirlo. La Castiglione, amante dell’allora regio capo del governo sabaudo Camillo Benso di Cavour, convinse Napoleone III, imperatore di Francia ad appoggiare il piccolo regno piemontese. Come? Provate ad immaginarlo. Il giorno dopo l’accordo politico era fatto. E a chi si scandalizza, Ballinari replica. «Questa è la storia». Una storia fuori dalla retorica, fatta anche di accordi segreti e di letti che se potessero parlare…. Parlavano invece, eccome, i telefoni di sua Eccellenza il Duce, Mussolini, che intratteneva frequenti conversazioni con l’amante fissa, Claretta Petacci mentre un oscuro funzionario di polizia lo ascoltava e riferiva tutto a donna Rachele, la legittima consorte. Ed ecco allora una paginata di giornale dedicata alla sfuriata fra moglie e amante. Due ore, giura il quotidiano. Storia d’Italia fatta così. Che ha il coraggio di parlare delle escort di Stato, a differenza di altri Paesi che insabbiano tutto. Anche per questo, forse, il Belpaese piace. E diverte.